Ricostruzione: il Sindaco pensi a bimbi come Toro Seduto

“..ma  ai bambini chi ci pensa?”

Questa domanda, in maniera così semplice, mi è stata rivolta da un bambino che non trova più “le sue giostre”, i suoi spazi di incontro con coetanei, la sua “libertà di scorrazzare ” per le strade di questa città.

“Sempre con mamma al supermercato, uffa! Uffa! Potete fare qualcosa per noi?” Questa sì che è una domanda seria!

Siamo tutti presi dagli impegni per risolvere i problemi dei “grandi” di questa nostra città: la ricostruzione, la partecipazione, l’occupazione, l’economia, il commercio, la ristrutturazione degli edifici scolastici, l’università, …

Siamo tutti impegnati per il nostro futuro! Il nostro futuro? Cavolo!! .. e al futuro dei bambini che hanno ancora una vita completa davanti chi ci pensa ?  In nessun convegno, tranne abbia avuto qualche svista, si parla di bambini.  Di adolescenti sì, di bambini no. Il terremoto gli ha tolto la parte più bella e dolce della vita, relegandoli e sparpagliandoli sul territorio, lasciandoli sempre più soli e sempre più tristi!

La lotta politica rinasce veemente, con le solite e tristi usanze che ci accompagnano da vari decenni; rinascono i giochetti per la poltroncina al comune o in qualche controllata, rinascono i trucchetti dei nostri beneamati politici, le famigerate e sempre disattese promesse; tutto rinasce e rinascerà in questa città, tranne la coscienza e l’onestà intellettuale di capire che sta finendo un’epoca.  Un passo indietro da parte dei mestieranti della politica, un passo indietro da parte di chi “vive” di politica, un passo indietro da chi vede nella politica solo opportunità personali. Creiamo una società nuova, non necessariamente di solo giovani, ma necessariamente di cittadini responsabili, una società che pensi soprattutto al futuro dei propri figli; una società che non pensa ai propri bambini è destinata a morire in breve tempo.

Con la rinascita delle coscienze, dovrebbe rinascere anche una “città nuova”, cogliendo l’occasione del dramma che oggi l’ha distrutta.

Una “città parco”, ad esempio, come quella ipotizzata dalla professoressa Tarantino, potrebbe essere un momento di forte riflessione. Una città che sia anche a misura di bambini, una città dove gli spazi verdi siano un’oasi di salubrità, di bellezza e, soprattutto, di gioia di vivere. Una città dove il centro storico sia pieno di grida di bambini che lo vivano in allegria e serenità.

Io dico che per raggiungere questi obiettivi sarebbe ora di pensare a favorire lo sviluppo di una nuova generazione di uomini consapevoli, per i quali il contatto con la propria essenza e con la propria immaterialità dovrà essere semplice e naturale quanto il gioco lo è per i bambini.

“I have a dream ”: mi piace immaginare l’impegno di tutti noi come una casa comune  piena  di risorse spirituali da cui i bambini possano trarre ispirazione, e a cui i loro genitori, gli educatori e la società “civile” possano attingere per condurli nel loro percorso di crescita.

Oltre un secolo fa, nel selvaggio West, c’era un “selvaggio” più saggio di noi : “Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, …degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell’umanità.” Toro Seduto.

Mi piacerebbe un sindaco “Toro-Seduto”. Allora sì che tutta la città progredirebbe nella piena soddisfazione di tutti i suoi abitanti! Noi “civili” siamo diventati troppo egoisti per  programmare saggiamente il nostro futuro, dimostriamo almeno di avere la volontà di diventare “selvaggi”…

Emanuele Prete

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