Il rapporto del prof. Calafati: una possibile strategia di sviluppo

 

L’associazione Policentrica ha recepito con molta attenzione il recente rapporto del prof. Calafati in quanto, partendo da una quantità di dati reali, esso si sforza di indicare una possibile e credibile linea di sviluppo socio-economico per la Città e il suo territorio.

Crediamo, pertanto, che respingere questo studio scientifico come un “diktat” governativo o come una mera “critica” al turismo del territorio, sia una inaccettabile banalizzazione in una città che segna un grave ritardo culturale e politico nell’individuazione delle proprie vocazioni e delle sue stesse risorse. Una città che pare concentrata sulla sola ricostruzione fisica non può infatti rinviare un serio e approfondito dibattito sul proprio futuro socio-economico che, in assenza di interventi tempestivi e lungimiranti, sarà sicuramente segnato da un ineludibile declino.

Nelle condizioni attuali, l’obiettivo di ricostruire L’Aquila “dov’era e com’era” non è nulla di più di uno slogan: dinanzi ai repentini e irreversibili cambiamenti del profilo fisico-spaziale, occorre invece convergere su una nuova visione della città e su obiettivi di carattere strutturale che restino condivisi nel tempo. Poiché la forma fisica della città disegna lo sviluppo economico e il benessere stesso dei cittadini, riteniamo centrale il suggerimento contenuto nello studio di trasformare l’attuale città diffusa in una città sostenibile, superando il vecchio “policentrismo gerarchizzato” tutto gravitante sul centro storico.

Lo stesso studio indica l’individuazione nel territorio di una pluralità di poli di attrazione intermedi, ciascuno dotato di una propria vocazione, ma tutti interconnessi dal punto di vista funzionale. Ne consegue la necessità di attivare strumenti di pianificazione territoriale (urbanistica ed economica) che si basino su una nuova cooperazione strategica tra i comuni del sistema urbano. Solo in una visione d’insieme, ad esempio, il turismo potrà essere un credibile elemento di rinascita almeno per i borghi aquilani.

Ci piacerebbe che gli enti locali, facendo tesoro di questa analisi che si autodefinisce senza alcuna pretesa come un “ausilio ai processi decisionali”, avviassero finalmente una pianificazione complessiva partecipata che indichi chiaramente tempi, priorità ed obiettivi strategici.

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