Il fenomeno degli Urban Center

 

urban center

 

Il fenomeno degli Urban Center è strettamente connesso al cambiamento del quadro dei soggetti artefici degli scenari di trasformazione della città.

Infatti sulla scena urbana si sono, via via nel tempo, affacciati diversi attori, soprattutto nuovi stakeholders che si fanno portatori di approcci innovativi nel contesto urbano e che, attraverso partenariati con soggetti consolidati, (enti locali, imprese, consorzi di privati, gruppi bancari,ecc.) si inseriscono nella progettazione di interventi nel tessuto urbano.

Anche per questo  negli ultimi anni è stata riaffermata con forza la necessità di favorire l’avvio di una nuova stagione di democrazia partecipativa e deliberativa nei processi di trasformazione della città, attraverso la promozione e lo sviluppo di luoghi trasparenti e riconoscibili deputati all’informazione, la comunicazione, la partecipazione agli scenari di trasformazione della città.

Tali luoghi dovrebbero costituire un’ opportunità per le autorità di governo locale, utili a sperimentare nuove forme di democrazia partecipativa, non limitata agli aspetti passivi di tipo comunicativo-informativo, ma finalizzata alla costruzione condivisa delle linee guida delle politiche urbane.

E’ con tale prospettiva che l’associazione Policentrica Onlus cerca di portare avanti, attraverso tutti i possibili canali, un progetto di Urban center, “Una Casa della Città”.

Molte realtà territoriali, associazioni e singoli cittadini continuano a muoversi secondo un comune denominatore: la volontà di decidere sul territorio dove si vive e si vivrà. A L’Aquila, dove la ricostruzione della città assieme al suo territorio appare sempre più come una sfida. Troppo spesso, però, le speranze di incidere e di condizionare le amministrazioni si rivelano infondate, perché i meccanismi di partecipazione sono solo consultivi, svuotati di potere decisionale. Quasi che il “condizionamento decisionale” dei cittadini, attraverso modalità sperimentate in altri luoghi, anche italiani, fosse solo ed esclusivamente una modalità di svuotamento dei poteri dell’amministrazione e non invece una ricchezza.

Partecipare alle decisioni si è rivelato uno strumento non solo di una nuova democrazia, ma anche e soprattutto una modalità di coinvolgimento e, quindi, responsabilizzazione, dei cui benefici godono le città e i loro abitanti.

L’attivazione di un dibattito costante, consente di stimolare l’interesse diffuso e di far maturare nei cittadini quella coscienza necessaria a definire il proprio ruolo e a progettare il proprio spazio in modo condiviso.

Attraverso forme istituzionalizzate di confronto tecnico/culturale si costituisce, quindi, la possibilità di superare il disinteresse dei cittadini non solo per la politica, ma soprattutto nei confronti dei luoghi di vita, degli spazi e del futuro della propria città.

Una maggiore cultura urbana, può consentire al decisore politico di avere una più puntuale percezione delle esigenze e delle aspettative dei cittadini amministrati e se ne arricchirà.

Il fine ultimo dovrebbe essere la co-progettazione da parte dei cittadini delle politiche locali attraverso forme di democrazia diretta.

E’ un percorso non facile, ma ambizioso, cui non dovrebbe sottrarsi l’amministrazione e neanche il cittadino. Una sorta di circolo virtuoso per avvicinarsi di più ad una modalità di “vivere assieme”.

 

E’ per questo che la richiesta di una “Casa per la Città” non è solo una domanda di trasparenza e partecipazione, ma, molto più ambiziosamente, è un percorso, virtuoso, che aggiunge conoscenza; questa viene messa a disposizione di una città che, nella peculiarità del post-sisma, si ritrova a “ripensarsi”, anche come comunità.

 

Gli incontri che la nostra amministrazione sta svolgendo con i cittadini, non posseggono i fondamenti di una vera partecipazione, perché questa è soprattutto impegno, studio, progettazione e condivisione. “Partecipare” cioè, ha un doppio significato: prendere parte ad un determinato atto, processo; essere parte di un organismo, di un gruppo, di una comunità.

 

 

Giusi Pitari – Policentrica Onlus

 

 

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