Che fine ha fatto l’Urban Center?

Sono passati due mesi e uno scampolo dal 23 aprile,  giorno della presentazione in Comune,  presente il Sindaco, del ” Regolamento della Casa per la  città – Urban Center” elaborato dall’Ass. Policentrica.
Nel corso della conferenza stampa i policentrici chiesero ai giornalisti presenti di sollecitare periodicamente l’amministrazione attiva perché desse seguito agli impegni che stava dichiarando di voler assumere e sottoponesse, in tempi ragionevoli, all’approvazione del Consiglio Comunale il Regolamento appena presentato.
Nel frattempo, con l’intento di abbreviare i tempi, copia del Regolamento è stata consegnata, brevi manu, ai consiglieri facenti parte delle due commissioni consiliari di riferimento (II- Politiche Sociali e IV – Statuti e Regolamenti) perché avessero il tempo necessario per studiarlo, ampliarlo, migliorarlo se necessario .
I diversi scambi telefonici intercorsi con la presidente della IV commissione si sono tutti conclusi con la rassicurazione che  con il Sindaco stavano lavorando con interesse anche alla definizione della convocazione delle due commissioni congiunte e rappresentanti di Policentrica. Anche perché, prima , bisognava riunire il gruppo di lavoro  che avrebbe consentito a INU e Policentrica di confrontarsi sui rispettivi progetti di Urban Center entrambi recepiti dal Comune.

Dopo due mesi:
·        il gruppo di lavoro INU e Policentrica non è stato ancora convocato;
·        il confronto in commissione, conseguentemente, non è stato calendarizzato;
·        ….. e quello in Consiglio Comunale salterà solo l’estate?

Eppure, soprattutto dopo il 6 aprile, sembrava che l’avvio di una “nuova stagione di democrazia partecipativa e deliberativa” dovesse necessariamente passare “attraverso la promozione di luoghi  trasparenti e riconoscibili”. A un luogo trasparente e riconoscibile si collega l’art.1 del Regolamento: ” L’U.C. è uno spazio messo a disposizione dei cittadini i quali…… elaborano proposte concernenti la realizzazione di opere e infrastrutture di pubblica utilità e compartecipano alle scelte comunali in materia di pianificazione urbanistica e trasformazione del territorio”.

Sembrava, per l’appunto!

Perché nel frattempo il Comune, con il  suo Sindaco, senza un’analisi seria dei bisogni della sua comunità, senza un progetto complessivo serio di città condiviso con i suoi cittadini, con cadenze bulimiche, sfodera progetti che sembrano soddisfino l’interesse esclusivo di finanziatori e non quello degli aquilani che vogliono essere non spettatori passivi della ricostruzione ma  protagonisti attivi.

Un sommario elenco di idee/progetto degli ultimi mesi:

·        Mega polo scolastico, culturale e sportivo, il “primo d’Italia”, per ospitare gli studenti delle scuole superiori e universitari  nella caserma Rossi da riqualificare e/o nella Campomizzi già utilizzata che, forse servirà da scambio;
·        Minicittà al Torrione: maxi centro polifunzionale ” Papa Celestino V” con negozi di lusso con prezzi da outlet, ristoranti tradizionali ed etnici, attività ludiche, pala ghiaccio e piazza sostitutiva di Piazza del Duomo;
·        Salotto Urbano 1: parcheggio sotto piazza Duomo con galleria commerciale annessa e 500 stalli pertinenziali;
·        Salotto Urbano 2: parco del Castello con foyer e bar da realizzare su progetto preliminare di otto giovani architetti tedeschi;
·        Sede unica del Comune da insediare nell’ex autoparco comunale a ridosso della stazione ferroviaria;
·        Destinazione d’uso ( se non si opterà per la demolizione) dell’ex Sercom a Pagliare di Sassa;
·        Destinazione d’uso del Centro polifunzionale di Paganica;
·        Polo culturale  a partire dal dimesso Distretto militare  di San Bernardino;
…… e via elencando.

Il Sindaco ha entusiasticamente condiviso con Policentrica la realizzazione di un Urban Center, ha  accolto con favore il Regolamento che Policentrica ha redatto ma non si sta adoperando per realizzarlo in tempi ragionevoli accelerando i passaggi necessari per la sua approvazione.
Come sempre promette entusiasticamente tutto a tutti ma è realmente interessato/condizionato solo  dal suo “cerchio magico” che non sappiamo quanto sia ramificato  ma sappiamo che esclude gran parte dei cittadini attivi che hanno come riferimento primario l’interesse per la ricostruzione di una città bella e armoniosa.
E’ consentito pensare che, al di là dei proclami, in fondo, non considera sé stesso un cittadino fra gli altri ma un monarca assoluto (sciolto, cioè, dal dover rendere conto di quello che fa)?

Graziella Cucchiarelli – Policentrica Onlus

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