CHE COSA INTENDIAMO PER PARTECIPAZIONE ?

 

In questi giorni si susseguono con ritmo frenetico incontri e “question time” relativi al problema della ricostruzione ed alle prospettive di sviluppo dei comuni del cratere: ma siamo sicuri che tali strumenti partecipativi siano “validi “ rispetto agli obiettivi che il tema della ricostruzione pone? Sintetizzando al massimo, possiamo dire che gli obiettivi da raggiungere sono quelli relativi alla ricostruzione “materiale” (case, infrastrutture, manufatti industriali…) e “immateriale” (rigenerazione del tessuto socio- culturale e visione rifondativa e progettuale della città) in connessione reciproca e funzionale. Il problema è : che cosa vogliamo ottenere; ossia, possono questi soli strumenti, oltre che illustrare studi (“L’Aquila 2030, una strategia di sviluppo economico”; “Piano strategico dell’Aquila”), registrare aspettative, annotare osservazioni… REALIZZARE veramente tali obiettivi?
L’associazione Policentrica-onlus ritiene che tutto ciò non sia sufficiente per motivi di fondo e contingenti. Il modello di rapporto vincente ai fini della effettiva realizzazione di obiettivi complessi è ormai quello del rapporto di partenariato fra amministrazione e cittadino, basato sul principio di sussidiarietà cui si rifanno sia fondamentali Carte della UE (Trattati di Maastricht e di Lisbona), sia la riforma del Titolo V della nostra Costituzione.
Che cosa significa cittadino-partner? Significa applicare il principio subordinato della prossimità del livello decisionale al livello di attuazione, ossia: il cittadino, sia come singolo sia attraverso le formazioni sociali da lui espresse, deve avere la possibilità di cooperare con le istituzioni nel definire gli interventi che incidano
sulle realtà sociali a lui prossime in tutte le fasi di formazione.
Il progetto “Urban Center” consegnato ufficialmente al Comune, rappresentando uno strumento permanente, funzionale a tali esigenze,  va al più presto praticato con relativo luogo, spazio e struttura. Tale modello, inoltre, aiuta a superare anche le logiche degli apparati pubblici, dominati spesso da logiche burocratiche più che dalla preoccupazione di utilizzare le risorse a disposizione per il bene comune allargato. Queste considerazioni valgono sia che si tratti di amministrazione degli Enti territoriali sia
che si parli di quella relativa ad una realtà importante quale
l’università. Il rapporto fra Comune, cittadini e Università non può ridursi a semplice rapporto fra apparati più o meno comunicanti : l’università individuata quale principale realtà strategica di sviluppo dal rapporto “L’Aquila 2030”, se non si cambiano le premesse partecipative fondamentali, non potrà esprimere tutte le sue potenzialità di volano di iniziative imprenditoriali senza una rete territoriale di rapporti fra partner.

 

Prof. Emanuele Curci

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