A proposito della candidatura dell’Aquila a Capitale Europea della cultura

L’Aquila dovrà sostenere la sua candidatura a Capitale Europea della Cultura in un’ardua competizione con altre 18 realtà italiane, spesso molto più estese e conosciute della nostra; a tal proposito, oltre ad un documento sul sito del Comune dell’Aquila, l’assessore Pezzopane ha promosso alcuni incontri di ascolto con i cittadini e le associazioni. Ciò che ci appare indispensabile e propedeutico a qualsiasi altra azione è individuare temi specifici intorno ai quali sviluppare un progetto culturale che abbia la necessaria rilevanza europea. Ci sembra evidente che ciò che potrebbe caratterizzare in modo originale la nostra candidatura è la recente esperienza del terremoto e l’ambizione di spendere il nostro capitale culturale per ricostruire la Città in modo innovativo.

Come associazione Policentrica abbiamo proposto in questa fase preparatoria un possibile sottotitolo (L’Aquila Città della sicurezza, dell’accoglienza e dello sviluppo sostenibile), indicando la nostra futura vocazione culturale nella ricerca scientifica applicata alla sicurezza antisismica e nell’affinamento di una pratica dell’inclusività, anche di carattere interetnico. Il modello da mostrare all’Europa e al mondo potrebbe essere quindi quello di una città che sappia coniugare bellezza, sicurezza e sostenibilità con l’accoglienza di studenti fuori sede e di lavoratori italiani o stranieri che nei prossimi anni affluiranno in gran numero nell’ambito della ricostruzione materiale.
In questa prospettiva, riteniamo indispensabile che si apra al più presto una collaborazione tra i diversi soggetti culturali della città (istituzioni, associazioni, etc.), onde evitare che una eccessiva parcellizzazione dei propri progetti non riesca a coprire, in modo definito, gli obiettivi prefissi che devono comprendere i principi ispiratori dell’Europa unita.
La suddetta collaborazione non può essere certamente sporadica, ma dovrebbe essere avviata subito attraverso veri e propri laboratori e tavoli di discussione, in una struttura permanente di riferimento che sia l’Urban Center della città dell’Aquila e dell’intero territorio. A tal proposito segnaliamo la presenza di un osservatorio europeo sugli urban center, intesi non solo come vetrine di comunicazione e informazione, ma soprattutto come “luoghi privilegiati” per la condivisione delle strategie di sviluppo.
Naturalmente una ulteriore condizione per la riuscita del progetto è che ad esso concorrano anche i Comuni limitrofi, insieme ad altre realtà provinciali e regionali che lo desiderino.
Guardiamo quindi con molta attenzione alla costruzione di un percorso che ci porti a divenire una Capitale Europea della Cultura, ma sottolineiamo, nel senso auspicato dal coordinatore Errico Centofanti, l’occasione che attraverso questo confronto partecipato possa maturare anche una popolazione finalmente coesa, costruttiva e aperta al nuovo.

Policentrica onlus

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